Verso l’Infinito (e oltre)

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E’ nata sotto il segno della Bilancia. Civettuola e affascinante. Imprevedibile, come la maggior parte di noi femmine. Con il compito di sostituire la Look, cinque anni di onorato servizio, un Sagittario energico, instancabile e avventuroso, mai un tradimento e mai un problema. Certo però che mi sono presa un bello spavento. Per qualsiasi randonneur non è mai piacevole cambiare il telaio compagno di tante avventure (invero più per vanità che per necessità) lasciandosi incantare dalle sirene della “grammomania” e dalle promesse della pubblicità, sempre alla ricerca della “perfetta macchina Audax”, per poi ritrovarsi sotto il sedere una bici sicuramente bella e dalle prestazioni brillanti, ma lontana dalle aspettative quanto a comfort.

Per fortuna la storia, per il momento, è a lieto fine: è stato sufficiente fare uno scambio di ruote, una cura a base di 64 raggi in acciaio inox  per domare questa macchina da corsa e farle tirare fuori la sua anima da Granturismo. La Bianchi l’avrebbe concepita proprio per le lunghe distanze. I casi sono i seguenti: 1) questi signori non sanno niente di “lunghe distanze”; 2) fino adesso ho pedalato su biciclette fatte col burro; 3) in questi cinque anni il mondo dei telai in carbonio è cambiato radicalmente e io mi sono persa qualcosa…

Rassegnamoci, la fibra di carbonio è un materiale fantastico ma schizofrenico, più vado avanti e meno ci capisco. Ad ogni modo, anche se c’è voluto un po’ per addomesticarla, adesso mi piace. Fila come un razzo senza spaccarti la schiena, in piedi sui pedali ringhia come un mastino, in discesa è divertente e precisa. Il nome mi è sempre piaciuto, è ricco di suggestioni ed evoca alla perfezione il nostro mondo fatto di orizzonti asfaltati sempre più lontani. Inoltre suona bene in questo ciclomercato pieno di altisonanti nomi anglosassoni o – peggio ancora! – infarciti zeppi di “K” cacofoniche e irritanti. Ecco, finalmente un bel nome italiano: un plauso alla Casa biancoceleste.

Ecco la presentazione del telaio da parte di Bianchi:

“Grazie all’utilizzo di fibre ad altissimo modulo Toho UM40 ed alla nanotecnologia applicata al carbonio, il nuovo telaio raggiunge elevati livelli di performance in termini di rigidità/peso. Su questo modello è stata implementata anche la tecnologia attiva BAT che garantisce un bilanciamento tra la rigidità torsionale, a cui è soggetto il telaio durante la pedalata, e l’assorbimento delle vibrazioni in verticale del carro. Inoltre la tecnologia K-VID utilizzata, grazie a gli inserti in Kevlar che assorbono le vibrazioni, aiuta a ridurre l’affaticamento del corridore ed a migliorare l’aderenza sulla strada. Il telaio nel suo complesso ha un peso di 1,080 chilogrammi. Per questo modello è stata studiata anche una nuova forcella full carbon con foderi “semi diritti”, per migliorarne la reattività, che pesa soltanto 365 grammi.”

Il gruppo montato è ancora il “vecchio” Ultegra Grey Triple con guarnitura Stronglight “compact più rampichino” 46-34-24. Le periferiche sono tutte nuove e, ancora una volta, sono marchiate Ritchey WCS. La sella è SMP Avant. Peso complessivo con ruote tradizionali intorno a 8,4 kg. Ultima “chicca”: un nuovissimo borsello per gli attrezzi che reca incorporati i LED rossi. Idea luminosa!

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