Pian della Mussa – 2 giugno 2009

Eccoci alle prese con l’ennesima salita verso i monti piemontesi ancora innevati. A soli otto giorni dalla riapertura al traffico i nostri copertoncini puntano il Pian della Mussa, vasto pianoro posto a quota 1750 dove termina la strada asfaltata della Val d’Ala. Siamo in una delle Valli di Lanzo, a ovest di Torino: le cronache dello scorso inverno riportavano innevamenti record nella zona (sette metri?!), e dunque come resistere alla tentazione di ripercorrere per l’ennesima volta quella salita in bicicletta, magari immaginando gli ultimi chilometri fra suggestivi muri di neve?

La mattina festiva è salutata da un meraviglioso cielo limpido, e dopo il consueto rituale del caffè e della preparazione dei panini io e Marco siamo in strada che sono da poco passate le sette.

Per il noioso avvicinamento a Lanzo scegliamo come d’abitudine le strade secondarie che attraversano Alpignano, Givoletto, La Cassa e Fiano. Da Germagnano proseguiamo per Pessinetto, dove non mancano le fontane per riempire le nostre borracce di ottima acqua. La strada non presenta grandi pendenze in questa fase: al bivio successivo trascuriamo la deviazione a destra per la Val Grande, e proseguiamo diritto in direzione Ala di Stura. Da qui in poi ci s’immerge più profondamente nel classico ambiente montano, caratterizzato da pendii e prati in fiore, dall’impetuoso scorrere delle verdi acque del torrente Stura, dall’allegro sferragliare della “littorina” diesel sulla rinata linea ferroviaria Torino-Ceres, e dall’attraversamento di amene borgate tutte meridiane, campanili a punta, fontane e case in pietra. Sono molti, anche, i rivoli e le cascate che dalle rocce sovrastanti scendono fragorosi a livello della strada, ricordandoci – se ancora ve ne fosse bisogno – che le precipitazioni invernali sono state abbondanti, e che questa è una vera e propria “valle dell’acqua buona”.

Ala di Stura è una graziosa località turistica dove d’inverno si scia e d’estate si prende il sole. Abbiamo qui superato di pochissimo i mille metri di quota, e la strada inizia a presentare tratti più ripidi. Si attraversano altri piccoli borghi (Cresto, Martassina, Mondrone, Molette, Chialambertetto, Cornetti) ed eccoci finalmente a Balme, salutati a sinistra dall’imponente massiccio della Torre d’Ovarda e dallo stabilimento dell’acqua minerale “Pian della Mussa”, che ci ricorda ancora una volta la provenienza e la qualità di quella stessa, freschissima e deliziosa acqua che così volentieri prendiamo dalle fontane lungo il percorso per combattere la calura oggi piuttosto accentuata.

Balme è a quota 1432 metri, qui inizia la parte “divertente” della gita: gli ultimi cinque chilometri verso il Piano, caratterizzati da strada stretta e amena, traffico di “merenderos”, rampe e tornanti dannatamente ripidi, e l’incognita di quei famosi “muri di neve” fresati di fresco per far passare i veicoli…

Bando ai convenevoli, l’uscita dal paese è così ripida da far rizzare i capelli. Ma io e Marco siamo armati di comoda tripla corona, che non esitiamo di certo ad utilizzare in questo frangente. Appena fuori dall’abitato le prime sacche di neve fanno la loro comparsa: saranno una costante fino in cima.

Arranchiamo regolari fra i nevai e le conifere sradicate, in compagnia di automobili, motociclette, e anche molti ciclisti. L’asfalto in questo ultimo tratto è in condizioni perfette, rinnovato giusto un anno fa. Il cartello che annuncia il Piano è raggiunto quando i nostri ciclocomputer segnano 70 chilometri dal portone di casa: decidiamo di proseguire fino al rifugio, già riaperto per la stagione estiva. Intorno a noi c’è molta neve: il paesaggio è naturalmente assai suggestivo, ci mischiamo fra gli “aficionados” della polenta e ci gustiamo al caldo sole i nostri panini e le meritate bibite, sotto un cielo blu cobalto e gli sguardi maestosi e severi dell’Uia di Ciamarella e dell’Uia Bessanese.

Appena usciti dalle case di Balme l'ambiente diventa severo...

Appena usciti dalle case di Balme l'ambiente diventa severo...

Arrancando fra i ripidi e stretti tornanti, e le lingue di neve appena scavate dalle frese

Arrancando fra i ripidi e stretti tornanti, e le lingue di neve appena scavate dalle frese

Al Pian della Mussa la neve non manca

Al Pian della Mussa la neve non manca

Inquadratura larga sul piano, sotto la mole imponente dell'Uia Bessanese (sullo sfondo)

Inquadratura larga sul piano, sotto la mole imponente dell'Uia Bessanese (sullo sfondo)

Il ristoro del viandante :-)

Il ristoro del viandante :-)

E' fantastico poter immortalare la propria bicicletta con un simile sfondo... in giugno :-)

E' fantastico poter immortalare la propria bicicletta con un simile sfondo... in giugno :-)

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