Brevetto di Bandito di Bra (CN), 200 km, 23 marzo 2003

Questo è stato in assoluto il mio primo racconto di viaggio, ed anche la mia prima esperienza nei brevetti Audax. Era il 2003, c’erano in ballo le qualificazioni per la “Parigi-Brest-Parigi”…

************************************************* 

Controllo di RossanaIn questo racconto niente medie orarie, niente velocità massima, niente inseguimenti al gruppo. Semplicemente, una fredda domenica mattina, tante facce emozionate, un timbro su un cartoncino blu, un pezzo di cioccolato fondente in bocca, inizia l’avventura. Erano le 7,20. Mi avviavo sola, in bicicletta, verso l’ignoto…

Due chilometri nel gelo con l’aria smarrita, il roadbook sul manubrio, il primo bivio già non era chiaro. Nessuno a cui chiedere indicazioni. Panico. Finché ad una rotonda in lontananza non inquadro nel mirino altri ciclisti, ho scattato e mi sono unita a loro. Tutti miei compaesani: ho iniziato a sorridere!

E da lì il mio brevetto é decollato alla grande. I miei compagni di viaggio avevano un’andatura assolutamente adeguata a me. Fra loro c’era pure un veterano non solo della PBP, ma anche di raid estremi in MTB. La sua bicicletta, essenziale e inequivocabilmente votata alle randonnee, diceva tutto: telaio in acciaio con portapacchi d’ordinanza, adesivi catarifrangenti e pedali SPD. La sua pedalata tranquilla ma micidialmente regolare mi ha dato subito sicurezza. Mi sentivo finalmente nella mia dimensione: dimenticate le “scorie” e i veleni dell’agonismo, nessuno nel gruppo parlava di professionisti, della Milano-Sanremo corsa il giorno prima, di ripetute in soglia o di medie orarie, semmai di quanto fosse bello il paesaggio…

Le Langhe, il freddo della discesa dalle colline, le soste per le “necessità fisiologiche”, il controllo a sorpresa di Margarita, Cuneo, e intanto il sole iniziava a scaldarci. Dronero, caffè e barrette, la Colletta di Barge, si pedalava e intanto si chiacchierava per “farsela passare”, io mi sentivo alla grande, e dentro di me ringraziavo la mia preparazione, le Granfondo fatte come allenamento, quelle domeniche d’inverno passate a fare Torino-Susa e ritorno al gelo da sola… E la bici nuova, che si è rivelata così comoda, l’abbigliamento azzeccato, il mio vecchio zainetto – compagno di tante escursioni in mountain bike, che non mi dava per nulla fastidio…

Ci sono stati anche i momenti difficili, uno del gruppo si è presentato al brevetto con soli 150 km nelle gambe (!) ed ha dimostrato una tenacia davvero ammirevole, nessuno è mai stato lasciato solo. Eterni e noiosi, com’era prevedibile, gli ultimi quaranta chilometri dal controllo di Bibiana fino a Bandito. Eravamo tutti abbastanza stanchi, e il “traguardo” non arrivava mai… Il difficile in questi momenti è mantenere la saldezza psicologica, “deragliare di testa” a quindici chilometri dall’arrivo è la cosa più facile, e non è augurabile a nessuno… Allora, impari che per salvarti devi chiacchierare col vicino e non guardare il contachilometri…

Gioia immensa alla vista del primo cartello stradale con l’indicazione “Bandito”: tutti eroi! Fin lì avevo retto a meraviglia, poi, appena sganciati i pedali, ecco il crollo psicofisico: la tensione cala di colpo, e ti ricadono addosso tutta la stanchezza e… la fame di questo mondo. Erano le 17,10, almeno credo. Neppure il tempo per i convenevoli e i complimenti di rito, ho divorato il piatto di pasta offerto dall’organizzazione che parevo un cane rabbioso, alla faccia della mia intolleranza al grano, ma tanto ormai era fatta…

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: