Ferrovecchio, ovvero il fascino discreto della tardona

La gloriosa commuter è stata venduta, e la Look in carbonio – modificata con la tripla guarnitura, è tornata ad essere il mio veicolo favorito per le Audax. La voglia di “nuovo”, tuttavia, non si ferma. Dopo i telai in alluminio (troppo rigido!), il titanio (troppo molle!) e il carbonio (troppo costoso!), mancava al mio personale campionario l’acciaio, materiale in disarmo ormai da anni per tutta una serie di motivi economici e di mercato più o meno veri che ora non starò qui ad elencare.

Lo scorso dicembre, con una spesa davvero ridicola se paragonata all’attuale costo di un telaio nuovo in carbonio, ho acquistato un telaio Olmo del 1988, acciaio Columbus SL e forcellina in microfusione. A qualcuno la mia è sembrata una bizzarra “operazione nostalgia”, il tentativo di allestire una “fixed” ultima moda, al limite (sic!) una bicicletta per partecipare all’”Eroica”. Niente di tutto questo: come al solito si tratta di mera curiosità. Bene, l’ho fatto riverniciare di un bel nero metallizzato direttamente agli stabilimenti di Celle. Guardatelo bene: ci sono le congiunzioni, le scritte e i loghi incisi e ripassati a pennellino con la vernice dorata, il tubo obliquo con sezione “a goccia” (un tentativo ante litteram di aerodinamica?), e i cavi del cambio completamente nascosti all’interno. Un vero gioiello.

L’ho “vestito” con un po’ di roba raccattata fra la mia cantina e gli amici. Ne è venuta fuori una strana ma elegante bicicletta che pesa poco meno di nove chili, con la guarnitura compact, ruote DT Swiss moderne e leggere, trasmissione e freni Campagnolo Chorus e… comandi cambio a telaio, rigorosamente non indicizzati. Due per otto rapporti, pacco da mountain bike col pignone del “30”, roba che ti arrampichi ovunque. Le leve freno inizialmente erano delle Super Record che avranno avuto almeno quarant’anni, ma dopo i primi collaudi non ho proprio digerito la mancanza dei due generosi “blocchi” così comodi per appoggiare le mani durante la marcia, così le ho presto sostituite con delle Cane Creek di foggia moderna.

Sulla strada la bici è sorprendente. Dicono che l’acciaio sia comodo, ma se questo tipo di telaio vent’anni fa era fra i top di gamma per le competizioni, un motivo ci sarà stato, non se lo dimentica di sicuro. La geometria classica, i foderi obliqui dritti come lance… in salita scatta come un razzo, nel complesso è più rigida della mia Look 461 in carbonio, costruita con tubi incollati e congiunzioni d’alluminio: non siamo forse ai livelli delle bici in alluminio, però si difende davvero bene. Quello che le manca rispetto alle moderne biciclette alle quali siamo ormai abituati è forse la stabilità, e questo si avverte soprattutto a livello della forcella. Con il composito oggi si possono ottenere risultati meravigliosi combinando a piacimento rigidità e comfort a seconda del tipo di telaio che si vuole ottenere. Pedalando una bici in acciaio si riscopre tuttavia una piacevole sensazione di “solidità”, e quell’ormai dimenticato effetto-molla ad ogni rilancio che solo un metallo armonico come l’acciaio può dare.

Una menzione particolare meritano le leve del cambio a telaio, che non avevo mai avuto prima in vita mia. Mi ci sono adattata presto, davvero. E mi piacciono, ecco la cosa simpatica. Certo, se con questa bici ci dovessi fare le gare, non li vorrei di sicuro: troppo pratici e bum-bum gli Ergopower. Ma per un cicloturista senza fretta può essere persino piacevole regolare manualmente il “fine tuning” della linea di catena. Si torna giocoforza all’antica forma mentis per cui si evitano le cambiate inutili. E poi, nessuna indicizzazione, nessun vincolo: sulle ruote (rocchetto Shimano) posso montare indifferentemente otto, nove o dieci velocità, e il cambio è sempre “a posto”… perchè in realtà non è mai “in ordine”!

“Antica” o no, per me è una bella soddisfazione portare in giro una bicicletta così sfacciatamente fuori moda, e sarà assolutamente “snob” salire con lei al Sestriere con tanto di guantini bianchi fatti all’uncinetto.

Appena acquistato il telaio era così...

Appena acquistato il telaio era così...

... eccolo dopo il maquillage :-)

... eccolo dopo il maquillage :-)

dettaglio testa forcella

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Alta gioielleria :-)

Alta gioielleria :-)

Ritorno al futuro

Ritorno al futuro

Lo stile e la qualità di certi componenti restano immutati, anche se sono di vent'anni fa

Lo stile e la qualità di certi componenti restano immutati, anche se sono di vent'anni fa

"Regina dei monti e delle nevi" :-)

"Regina dei monti e delle nevi" :-)

16 Risposte finora »

  1. 1

    Fabiozen detto,

    Complimenti, è una meraviglia! Io sono un estimatore dell’ acciaio, soprattutto per le rando…il problema di solito è il peso che però mi pare di capire è rimasto basso per via della buona componentistica. Bellissima, davvero, ciao

  2. 2

    micronauta detto,

    Ciao, grazie per i complimenti. E’ assolutamente vero, adottando della componentistica moderna il peso complessivo di una bicicletta con telaio in acciaio non è affatto disprezzabile. Tieni anche presente alcuni dettagli: 1) i manettini del cambio a telaio (Camopagnolo Record) pur antichi sono in lega LEGGERISSIMA, e la coppia di leve freno loro contemporanee (Super Record traforate) pesavano appena 240 grammi, qualcosa in meno delle Cane Creek, 2) i cavi del cambio passano internamente all’obliquo e fanno risparmiare il peso delle guaine; 3) la serie sterzo filettata è notoriamente più pesante di quelle moderne, tuttavia il mio ciclista mi ha messo una “moderna” Stronglight in lega leggera; 4) la pipa del manubrio (3TTT) è funzionale alla serie sterzo filettata ma proviene da una bici d’alta gamma, così come il reggisella Campagnolo Record (che non ho pesato, ma sulla cui leggerezza non ho troppi dubbi). E avrei potuto risparmiare ancora qualche grammo acquistando la curva manubrio Ritchey WCS invece della Pro… 5) presto gratterò via ancora qualche manciata di grammi sostituendo l’attuale catena – un’infima catenaccia SRAM da mtb con una KMC traforata, e mettendo il pacco pignoni stradale Dura Ace in titanio. La sella… no, quella anche se è pesante me la devo tenere: le chiappe non vogliono sentire ragioni! ;-)

    • 3

      Fabiozen detto,

      Mi sono dimenticato una cosa….ma non hai pensato ad una sella Brooks? Sarebbe la ciliegina sulla torta! Pesano un po’ anche quelle ma ti garantisco che a comodità non ci sono confronti (anche contro le Smp, provato!). Passato il periodo di rodaggio durante il quale le devi ingrassare, prendono esattamente la forma del tuo fondoschiena e non ti accorgi più di stare in sella! E poi su una bici in acciaio stanno benissimo! Io ne ho due e non tornerei mai e poi mai indietro. Ciao

      • 4

        micronauta detto,

        La sella Brooks è un grande classico e so di gente che ci fa le ultrarandonnèe da sempre. Purtroppo non è forata nel mezzo, non fa per me (io ho bisogno che sia “aperta”). E così la Brooks rimane un mio “sogno proibito”, ahimè.

  3. 5

    fede detto,

    Ciao Silvia,
    ho letto e apprezzato molto il tuo blog, e le tue imprese. Spettacolari i traguardi raggiunti, molto interessante l’opera di customizzazione dei mezzi e appassionanti i tuoi racconti. Sei il mio mito!
    Avevo seguito su bdc la cronaca della rinascita della Olmo. Complimenti davvero, è bellissima!

    Già che sono qui, mi permetto di scriverti per avere un consiglio. Io è da un paio d’anni che ho ripreso a andare in bici con continuità, e vorrei costruirmi una bici da cicloturismo, con cui cercare di aumentare il mio “passo” quotidiano, con l’obiettivo di riuscire a fare giri da 2-3 giorni.
    Ho cercato consigli sul forum bdc (http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=72386) per l’acquisto, poi un amico mi ha ceduto una derosa in titanio di una decina d’anni. Scomodissima. :-(
    A questo punto, vorrei trovare un meccanico che mi sappia consigliare su quali interventi fare, e se abbia senso tentare la trasformazione di questa bici.
    Io abito a chieri, e non mi trovo bene con i sivende locali. Potresti suggerirmi un meccanico?
    Grazie mille!
    Ciao,
    Federico
    federico.randone@gmail.com

    • 6

      micronauta detto,

      Ciao Federico, grazie per i complimenti che mi usi. Mi suona strano che una Derosa in titanio sia così scomoda. E’ pur vero che in campo ciclistico vengono utilizzate sostanzialmente due tipi di lega di titanio, una più “morbida” (solitamente più economica) ed una più rigida e corsaiola. Bisognerebbe sapere con quale delle due è fatta la tua. Tieni comunque presente che il tipo di ruote utilizzate può influenzare, e di molto, la comodità di una bicicletta. Per non sbagliare un cicloturista utilizzerà delle ruote artigianali, assemblate con cerchi a profilo basso e generosa raggiatura in acciaio: se utilizzerai dei mozzi classici di altissima qualità (Campagnolo Record o Chorus, oppure Shimano Dura Ace) il peso complessivo non sarà così “spaventoso”, e avrai una coppia di ruote comode, affidabili e facili da riparare in caso di rotture/incidenti. Mi sentirei inoltre di consigliarti, per incrementare ulteriormente il comfort, i copertoncini da 25. :-)

      Il mio meccanico di fiducia temo sia un po’ troppo scomodo per te, sta a Ferriera di Buttigliera… comunque se ti interessa il nome te lo comunico. :-)

      Buona strada!

      • 7

        fede detto,

        Grazie mille! Per il mecca, in effetti è un po’ scomodo. Mi affiderò ai soliti noti…
        :-)
        Ciao!
        Fede

  4. 8

    bikediablo detto,

    Hai avuto un grandissimo colpo d’occhio nel vedere in quella bici dal colore orrendo la stupenda purosangue nera che c’era nascosa dentro :-)

    Complimenti
    marco

    • 9

      micronauta detto,

      Grazie. Eppure (pensa un po’!) c’è stato anche chi mi ha criticata per la scelta di riverniciarla, sostenendo che il colore originale era bellissimo. E’ proprio vero: i gusti e i colori non si discutono! :-)

      Battute a parte, la foto non rende giustizia ma la tinta originale era molto fine ed elegante. Ho riverniciato il telaio esclusivamente perchè era in pessime condizioni… e già che c’ero ho optato per un colore più “sobrio” e, soprattutto, più facile da abbinare a nastro manubrio, sella, decals e quant’altro. Ormai da anni mi sono assestata su biciclette nere, argento, o al limite bianche, ma solo per mere finalità pratiche! :-D

  5. 10

    musseu detto,

    bella bellissima , due curiosità , ho notato che la sella è alta come il manubrio come mai ? i copertoni continental 3000 sono da 23 o 25 , e attenta alle dita quando cambi finiscono facilmente nelle ruote !!!!

    • 11

      micronauta detto,

      La sella è alta come il manubrio perchè… sto più comoda :-) Noi donne abbiamo le proporzioni antropometriche un po’ diverse da voi maschietti: abbiamo le gambe lunghe, ma tronco e braccia più corti. Un dislivello eccessivo tra la sella e il manubrio mi impedirebbe, ad esempio, di fare la presa bassa in discesa.

      I copertoncini sono GP4000 e sono del 25. Le dita nelle ruote mentre si cambia? Non mi è ancora successo. Semmai i manettini del cambio danno un po’ fastidio se uso la borraccia lunga da litro, nel senso che non riesco a sfilarla bene… :-|

      • 12

        musseu detto,

        riguardo la sella non sono d’accordo se sei troppo lunga devi optare per una pipa un po più corta ho se la differenza è notevole prendere una taglia in meno di telaio e esporsi di piu con l’altezza della sella . ma se stai bene così e non hai problemi di schiena avanti così.

  6. 13

    maurizio detto,

    Bellissima bici.
    Ne sto assemblando una simile.
    Vorrei mettere dei Continental 4Season da 28mm. Ci stanno su telai datati come i nostri?
    grazie e ciao

    • 14

      micronauta detto,

      Gran bella idea i 4Season. Per quanto riguarda la sezione secondo me coi 28 ce la fai. Sulla mia uso i 25 e c’è ancora del margine, sia davanti che dietro. I telai di una volta tutto sommato avevano più tolleranza in certi particolari rispetto a quelli moderni, tutti “muscoli” e misure “tirate” al limite. ;-)

  7. 15

    luca detto,

    ciao silvia, hai fatto un bel lavoro. per quanto dici riguardo al pacco pignoni ti consiglio vivamente campagnolo che ha una durata molto superiore allo shimano ed anche il titanio per le corone e piu’ leggero ma dura veramente poco. io ho ancora una bici in acciaio in garage di quando correvo, ero allievo, una gios ht, ma mi sorprende come hai fatto a stare sotto i 9kg! mi pare tu sia di torino, se ti serve della roba a buoni prezzi io vado spesso in fabbrica da gios, fammi sapere.


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